di CLAUDIO ROMITI
Le critiche mosse da Giovanni Sallusti ad un mio recente articolo pubblicato su "L'Indipendenza", a cui ha risposto in modo ineccepibile il nostro Gianluca Marchi, mi offrono lo spunto per andare oltre il botta e risposta Sallusti/Marchi e allargare il discorso al presunto liberalismo di tanti "liberali" in servizio attivo permanente. Mi riferisco in particolar modo a quelli che fanno riferimento al Pdl, creatura politica dell'eterno Silvio Berlusconi.
Molti di questi personaggi sembrano aver adottato una forma di settarismo analoga a quella che in passato caratterizzava la sinistra più ortodossa. Applicandosi sulla giacca una sorta di cartellino con su scritto "liberale", ed attribuendolo di conseguenza a tutti i sostenitori dell'immarcescibile berlusconismo, costoro distribuiscono patenti di traditore a chi, pur battendosi coerentemente contro lo strapotere dello Stato burocratico ed estorsivo, osa esprimere critiche e rilievi all'indirizzo dello stesso ber