di LEONARDO FACCO
Caro Gianluca, ho letto e riletto i tuoi due ultimi editoriali in cui – giustamente spazientito dal regime infame che governa questo paese – rilanci la necessità di un movimento genuinamente separatista. Non posso non concordare con le tue intenzioni, non foss’altro che per il fatto che indipendentista lo sono da sempre e che, fondando anche insieme a te questo quotidiano, l’intenzione è da subito stata quella di riuscire a coagulare intorno ad esso un gruppo di volonterosi intenzionati a fare quel che oggi stanno facendo in Catalunya, Scozia, Fiandre, Paesi Baschi ed altrove nel mondo: secedere dallo Stato-nazione che li tiene al guinzaglio.
Ciò premesso, non ho critiche da muovere alla tua idea. Spero trovi concretezza al più presto. Concedimi solo di svolgere il ruolo dello “scettico” (dopo oltre vent’anni di esperienze sul campo ho perso un po’ lo smalto dell’entusiasta), sottoponendoti quelle che a mio avviso potrebbero rappresentare a
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