Al netto del “complottismo”, l’11 settembre ha creato tutta un’altra America

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di ARTURO DOILO Nel suo articolo, ripreso dal sito LewRockwell, pubblicato in occasione del venticinquesimo anniversario dell’11 settembre, Donald Jeffries propone una lettura radicalmente alternativa degli attentati del 2001, ovvero la trasformazione degli Stati Uniti da una società ancora vincolata da limiti costituzionali a quella che l’autore definisce “America 2.0”. Jeffries dichiara di aver considerato fin dall’inizio poco credibile la versione ufficiale dei fatti, ma non è questo che ci interessa. Anzi, prendiamo per buono che ogni sua tesi sull'attacco al World Trade Center, sia da accatastare tra quelle dei cospiratori. Il punto politico più importante del suo ragionamento è però un altro: ciò che accadde dopo l’11 settembre è difficilmente contestabile: il governo statunitense utilizzò il clima di paura per ampliare enormemente i propri poteri. Arrivarono il Patriot Act, il Department of Homeland Security, la sorveglianza di massa, le detenzioni indef
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