Alitalia e la difesa dell’italianità, si presenti il conto al Cavaliere!

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di GIANLUCA MARCHI La difesa dell’italianità: una cosa da far crepare dal ridere. Eppure fino a poco tempo fa anche la maggioranza dei cittadini comuni si gonfiava il petto quando il politico di turno nascondeva sotto la difesa dell’italianità le peggiori operazioni economiche e finanziarie che si potessero immaginare. Avevamo già le pezze al culo, ma difendavamo l’italianità delle nostre ex grandi aziende decotte. Sì certo, italianità come peggiore costume per rovinare le aziende, asservendole alla politica e ai suoi bisogni più biechi. L’esempio più eclatante? L’Alitalia. Nel 2008 i francesi erano disposti a pagare 3 miliardi di euro per una compagnia che era già ridotta a catorcio. Il povero Padoa Schioppa aveva fatto il giro delle sette chiese per vedere se ci fosse qualche altro operatore disposto a intervenire, ma l’unica disponibilità era quella dell’Airfrance del presidente Spinetta (sarà stato per affinità italiche!). Poi intervenne il Cavaliere che prima di tutto ama l’Italia (sia ben chiaro, dopo il suo portafogli…) e nel nome della…

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