di LEONARDO FACCO La caccia all’evasore non poteva non entrare fra le parole d’ordine del nuovo governo, con tanto di plauso dei mebri scelti della stampa igienica. Non c’è ente amministrativo che non abbia una tassa ridicola da farsi pagare, da quella sull’ombra a quelle di soggiorno. Insomma, più lo Stato (e le sue propaggini) ti tassa, più spende e più ha la fregola di controllarti, rompendo le scatole anche indietro nel tempo. Non passa giorno che qualche parassita non venga a farci una predica sulle tasse, mettendo sotto inchiesta l’evasione fiscale, ovvero l’ultimo baluardo di resistenza pacifica – per dirla con le parole di Charles Adams – che rimane ai vessati di questa penisola, sottoposti ad un’infernale pressione contributiva che rasenta, ormai, l’esproprio totale. In Italia, ahimè, lo Stato tassatore e canaglia gode di grandi consensi (soprattutto da quando elargisce mancette a destra e a manca) ed ha assoldato un esercito di locuste improduttive, quelle che – non casualmente – ritengono doveroso ed opportuno aumentare i…















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