ANCHE CHI NON VOTA ESPRIME UN GIUDIZIO

di MATTEO CORSINI

Come spesso accade, la Conferenza Episcopale Italiana ha voluto dire la sua in merito alle elezioni politiche. Ecco quindi che il suo presidente, il cardinale Gualtiero Bassetti, ha invitato gli italiani a non disertare le urne: “Se io domenica mattina vado a votare è perché sono convinto che esista un bene comune che riguarda te, riguarda tutti noi. Siamo un ‘noi’ di cui dobbiamo tenere conto. E mi fa paura, invece, questo atteggiamento individualistico, in fondo, di non scegliere. E, poi, quante nazioni ci sono nel mondo dove non si vota, dove c’è una testa che ha già pensato tutto… In fondo noi viviamo in una democrazia… E’ un valore aggiunto anche la democrazia. In democrazia senti cose dritte, senti cose storte, senti cose che condividi e non condividi… Certamente tutti abbiamo il dovere di informarci, di farci una coscienza. Il voto è esprimere un giudizio”.

Ovviamente ognuno è libero di pensare e dire quello che vuole, ma che almeno pensieri e parole abbiano un senso.

Ogni scelta è individualistica, perché solo l’individuo agisce (magari dopo aver ragionato). Nessuno va a votare senza pensare in primo luogo al proprio bene, e spesso il “bene comune” non è altro che il proprio bene che l’individuo in questione ritiene (con una certa supponenza) che coincida con il bene di tutti gli altri.

Anche chi non vota lo fa prendendo una decisione, compiendo quindi una scelta. Perché votare se si ritiene che non vi sia alcun partito/movimento/candidato che abbia un programma (che spesso poi non viene realizzato) condivisibile?

Indubbiamente vi sono nazioni “dove non si vota, dove c’è una testa che ha già pensato tutto”. Città del Vaticano potrebbe essere un esempio. Non mi risulta che il cardinal Bassetti abbia proposto di portarvi la democrazia. Quanto alla democrazia, il problema è che chi è in minoranza deve sottostare al volere della maggioranza, anche quando questo comporta (e spesso è così) una violazione della sua proprietà.

Infine, se “il voto è esprimere un giudizio”, anche il non voto lo è. “Se io domenica mattina vado a votare – ha sottolineato il Cardinale- è perché sono convinto che esista un bene comune che riguarda te, riguarda tutti noi. Siamo un ‘noi’ di cui dobbiamo tenere conto. E mi fa paura, invece, questo atteggiamento individualistico, in fondo, di non scegliere. E, poi, quante nazioni ci sono nel mondo dove non si vota, dove c’è una testa che ha già pensato tutto… In fondo noi viviamo in una democrazia… E’ un valore aggiunto anche la democrazia. In democrazia senti cose dritte, senti cose storte, senti cose che condividi e non condividi… Certamente tutti abbiamo il dovere di informarci, di farci una coscienza. Il voto è esprimere un giudizio”.

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