di SALVATORE ANTONACI La notizia è di quelle che dovrebbero far rabbrividire perfino un paese aduso a vantare le proprie credenziali di padrino nobile dell’integrazione europea. Non una grande mercanzia di questi tempi, ammettiamolo. Ma guai a dirlo al belga medio, da un cinquantennio almeno, fautore della chimera federalista continentale e araldo del politicamente corretto in ogni sua declinazione. E così anche l’indiscrezione secondo la quale la foresta delle Ardenne, paradiso selvaggio del piccolo regno, si appresterebbe ad ospitare uno o più campi di addestramento della guerriglia islamista rischia di passare presto nel dimenticatoio rubricata come la solita provocazione degli allarmisti xenofobi. Questo nonostante la stessa stampa francofona che brilla spesso per faziosità progressista abbia dato un certo risalto al fatto. Con la precauzione ai lettori, va da sé, di non saltare a facili conclusioni e di rispettare fedelmente il vangelo multiculturalista. D’altronde che pericolo potrà mai rappresentare un partito politico, sobriamente denominato Islam, capace di eleggere dei consiglieri municipali in alcuni comuni della cintura…















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