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Bolsonaro è il prossimo politico occidentale nel mirino. Lula torna in pista e i sondaggi…

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di ARTURO DOILO È ufficialmente iniziata la guerra a Jair Bolsonaro, un altro "cattivo elemento" per quelli del WEF, uno che non si è piegato a tutte le demenziali restrizioni Covid imposte nel mondo dalla regia unica faucian-cinese e uno che non ha dichiarato che Putin è un assassino, come invece ha fatto il suo omologo a stelle strisce. Bolsonaro ha sottolineato l'importanza delle elezioni presidenziali che si terranno a dicembre 2022, in cui prevedibilmente affronterà l'ex presidente Luiz Inacio Lula da Silva (scagionato dalle accuse che lo avevano portato agli arresti) e fondatore del Forum di San Paolo, un nazicomunista mondialista a tutto tondo insomma. Si tratta di "una lotta dell bene contro il male", ha dichiarato Bolsonaro, che durante una convention con i sostenitori del Partito Liberale (PL) ha ribadito: “Il nostro nemico non è esterno, ma interno. È la lotta della sinistra contro la destra, del bene contro il male. E vinceremo quella battaglia perché sar
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