di REDAZIONE
Confcommercio stima una diminuzione per il 2012 del 3,3% procapite dei consumi. Un dato che allarma se associato al calo del Pil come ormai è scontato. Secondo i calcoli della Confederazione dei commercianti, nel 2011, sono state costrette a chiudere oltre 105 mila imprese commerciali, e di queste 62.477 punti vendita al dettaglio, che si traduce in un saldo tra le nuove attività messe in piedi e quelle cessate negativo per oltre 34 mila unità e guardando ai soli negozi la differenza, sempre in negativo, è stata di 18.648». Il 2012, visto il prolungare della recessione, non si prospetta più roseo.
Addirittura per la differenza tra imprese nate e cessate si attende un dato peggiore del 2011: da 18 a 20 mila nel solo comparto delle vendite al dettaglio. Questo significherebbe la chiusura di 65 mila negozi. Inoltre se si allarga lo sguardo al complessivo settore commerciale, incluse le aziende all'ingrosso e quelle di vendita di auto e moto, la fine delle attivitÃ
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