CONFEDERATI RAZZISTI? LEGGETE ANCHE QUEL CHE AFFERMAVA LINCOLN!

di PHILIP LEIGH Pochi storici importanti esprimono, attualmente, eventuali obiezioni non qualificate circa la distruzione dei monumenti confederati. I più tolleranti tra loro, invece, suggeriscono che la memoria dovrebbe rimanere ma con nuove iscrizioni esplicative che offrano un “contesto”, una parola in codice che semplifica: Sud = Cattivo, Nord = Buono. Si consideri, ad esempio, le indicazioni contestuali che possono essere aggiunte alla Liberty Hall, l’ex casa del vicepresidente confederato Alexander Stephens. Senza dubbio sottolineerebbero i commenti razzisti del suo discorso di Cornerstone. Ma scommetto 100 dollari contro un buon sigaro cubano che sarebbe ignorato il suo discorso per la legislatura della Georgia nel dopoguerra, quando esortò ad adottare leggi per proteggere gli afroamericani «in modo che possano essere uguali davanti alla legge» in parte perché «dobbiamo [loro] un debito di gratitudine». Ancor di più, allargando la visione a quella dei monumenti ribelli, si pone la questione se la politica dovrebbe valere anche per i monumenti yankee. Si consideri il Lincoln Memorial. Un paio di…

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