COVID 19, SE NON SUPPORTI LE LORO TESI SCIENTIFICHE MERITI IL GULAG

di RON PAUL In Unione Sovietica era vietato contestare la saggezza della “linea del partito”. Questo perché il comunismo marxiano era visto come la progressione scientificamente inevitabile dell’umanità. Per Marx e Lenin, la “scienza era questione risolta”. Pertanto chiunque si pronunciasse contro “la scienza” del sistema sovietico stava agendo in malafede; Voleva la distruzione; voleva che la gente morisse. Chiunque esprimesse opposizione alla “scienza rivisitata” dal marxismo-leninismo si trovò presto a tacere. Spesso in modo permanente. Ironia della sorte, appena 30 anni dopo che la “scienza” marxista-leninista è implosa sotto gli occhi di tutto il mondo, stiamo assistendo a una rinascita, qui negli Stati Uniti, dell’idea che mettere in discussione “la scienza” non è cercare la verità o affinare la comprensione di ciò che appare contraddittorio. No, è augurare del male ai propri concittadini americani. E mentre noi che mettiamo in dubbio “la scienza” non veniamo fisicamente portati nei gulag per contestare la saggezza dei nostri “migliori” che siedono nel CDC o nell’Organizzazione Mondiale della Sanità, per…

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