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Debito pubblico, malattia cronica: la sua crescita non risolve un bel nulla

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di MATTEO CORSINI "L'Italia, dal 2008 al 2012, è accreditata nel complesso di una riduzione del Pil per 4 miliardi di euro, pari allo 0.24% della base di partenza. In compenso, il suo debito è cresciuto di 272 miliardi, cioè del 16.3% rispetto alla data iniziale. E' la migliore performance continentale e internazionale sul controllo del debito, ma la peggiore dinamica produttiva tra le grandi economie: la Gran Bretagna è cresciuta dell'8.56% egli Usa del 9.22%, sebbene i rispettivi debiti pubblici siano cresciuti dell'82.85% (passando dal 52% all'88% del Pil) e del 52.92% (passando dal 76% al 107% del Pil)… La storia non si scrive con i se, ma l'economia ci dà questa libertà: se l'Italia non avesse adottato tante manovre finanziarie depressive della crescita e avesse lasciato libera la domanda interna come è stato fatto in Francia, oggi il Pil nominale potrebbe essere di 1681 miliardi di euro anziché di 1571, e il rapporto debito/Pil sarebbe più basso di dieci punti, al 1
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