Il decreto del fare… possibilmente poco o nulla.

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di CLAUDIO ROMITI Salutato dalle grancasse mediatiche di area governativa come una svolta risolutiva, l’esecutivo delle larghe intese ha appena varato il cosiddetto decreto legge del Fare, dopo una intensa e defatigante discussione all’interno della maggioranza.  Tant’è, proprio a causa del prolungarsi della discussione medesima, che il previsto capitolo sulle semplificazioni burocratiche si è deciso di spostarlo a mercoledì prossimo, laddove saranno esaminate le misure specifiche da adottare. Ma quali che siano i provvedimenti contro la piovra burocratica che gli uomini guidati da Enrico Letta vorranno inserire nel succitato ddl, è più che probabile che ci troveremo di fronte all’ennesimo esercizio di gattopardismo legislativo, soprattutto a causa di una colossale incrostazione sistemica che, principalmente sul piano degli adempimenti e delle scartoffie, nessuna leggina sarebbe mai in grado di scalfire. D’altro canto, nella cosiddetta seconda Repubblica abbiamo assistito ad un trasversale gioco di effetti annuncio su una presunta lotta senza quartiere nei confronti della burocrazia asfissiante. Un gioco politico che ha trovato nelle famose lenzuolate di…

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