di ENZO TRENTIN Naturalmente non è semplice dar vita a una società libera e pacifica. Servono notevoli capacità strategiche, organizzative e di pianificazione. Soprattutto, serve il potere. I sostenitori della democrazia non possono sperare di abbattere una qualsiasi dittatura, ivi compresa quella dei partiti politici italioti, e di garantire la libertà politica senza essere in grado di esercitare con efficacia il potere di cui dispongono. Ma come è possibile? Che genere di potere può mobilitare l’opposizione democratica per distruggere la dittatura della partitocrazia e la sua vasta rete militante, militare e poliziesca? Le risposte si trovano in un’interpretazione spesso ignorata dei potere politico. Raggiungere questa intuizione non è poi così complicato: alcune verità fondamentali sono anzi piuttosto semplici. Una parabola cinese di Liu Ji, risalente al XIV secolo, fornisce un esempio piuttosto efficace di questa interpretazione trascurata del potere politico: Nel feudo di Chu, un vecchio si guadagnava da vivere ammaestrando scimmie. La gente del posto lo chiamava «Ju Gong» (signore delle scimmie). Ogni mattina,…















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