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La disoccupazione spiegata con la storia dei 7 nani

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di PONGO

Forse usando metafore, dicendo le stesse cose seppur distraendosi con una bella storiella, anzi con una delle fiabe più famose, potremmo forse mandar giù  bocconi amarissimi apparentemente con più disinvoltura.  Probabilmente non è così  ma noi ci proviamo lo stesso. Scegliamo quindi una favola che tutti conosciamo benissimo: “Biancaneve e i 7 nani” scritta intorno alla metà dell’800 dai fratelli Grimm, straordinari scrittori che elaborarono e resero conosciuti molti racconti della tradizione tedesca.

Questa ed altre loro favole divennero poi popolarissime per merito del grande Walt Disney. Addirittura proprio Biancaneve, del 1937, fu il primo lungometraggio come  cartone animato nella storia del cinema. Naturalmente pur partendo dai presupposti della favola che già sappiamo, cercheremo di attualizzarla, ancora più tristemente. La prima parte della storia, quella con la Regina che vuole disfarsi di Biancaneve perché troppo bella al suo confronto, ci può ancora stare. Sicuramente si possono dare  ulteriori significati: sbarazzarsi di Biancaneve anche perché bisogna tagliare le spese superflue e la Principessina costa! Se poi, mettiamoci nei panni della Regina, avete  un’ idea di cosa può costare l’ IMU per un castello, con il saldo da pagare entro il prossimo 17 dicembre? Meglio vivere da soli, questa tassazione non permette spese inutili, in più la ragazza è anche bella per cui meglio eliminarla.

Prendiamo pari pari il proseguimento della storia e arriviamo ai 7 nani. Biancaneve si è rifugiata dopo la fuga nella loro casetta. E loro sette, a parte uno che brontola sempre, sono buoni e felici di accoglierla. Ma son proprio così buoni, sereni e disponibili? Secondo i recentissimi dati sulla disoccupazione l’ 11,1 %  non lavora, quindi  è disoccupato. Il che vuol dire, in proporzione, che un nanetto dei 7 nani è quasi disoccupato, diciamo che in miniera a picconare i diamanti ci lavora solo un’oretta al giorno quindi è incazzato nero e va ad aggiungersi a Brontolo. Altroché accogliere felicemente Biancaneve! Aggiungiamo un altro dato terrificante: la disoccupazione giovanile al 36,5% , aumentata del 5,8% rispetto allo stesso mese del 2011. Quindi mettiamoci nei panni del più giovane dei 7 nani cioè Cucciolo, e che ce lo han sempre mostrato come il più simpatico e giocherellone. Poveretto, che prospettive ha? Quasi nessuna, anche lui disoccupato, frustrato, vive nella casetta degli altri nani ma non contribuisce al reddito familiare. Non protesta e non va in manifestazioni davanti a palazzo Chigi perché come sappiamo è muto, senza voce, e nessuno lo ascolterebbe.

Ma non è finita qui, ulteriori dati ci indicano che nell’ultimo trimestre i precari sono aumentati rispetto a prima, raggiungendo la cifra di 2 milioni e 877 mila per cui anche Eolo e Gongolo se la vedono maluccio, non sono affatto sicuri del loro lavoro in miniera che sembrava una certezza.

C’è altro? Certamente! I  lavoratori part-time, dicono i recenti dati,  son saliti a 3 milioni e 877 mila e non tutti per scelta loro, più della metà, esattamente il 57,8% ha preso obbligatoriamente questa soluzione per cui anche Mammolo e Pisolo sono piuttosto incavolati.  A dire il vero Pisolo  quando lavorava a tempo pieno, metà delle ore  le dormiva quindi come produttività risulta lo stesso però guadagna meno. Gli unici a tirar dritto sono Dotto e Brontolo che comunque è incazzato come una bestia con tutti, con Monti, con la Fornero ed anche con l’Imu perché la loro casetta non sarà certo il castello della Regina ma la tassa la devono pagare comunque. E Biancaneve ?  Dovrebbe essere la più angosciata e depressa di tutti. Infatti i  dati mettono in evidenza che le donne, in particolare nel sud Italia, raggiungono una percentuale di disoccupazione pari al 43, 2% e pochi sanno che Biancaneve è originaria della provincia di Caserta. Per quale altra ragione Biancaneve starebbe a fare le pulizie, da precaria, in casa dei nanetti, senza un futuro, una certezza e pagata in nero, ammesso che la paghino?

La vedo brutta per la Principessina, con i nani sempre più in odore di disoccupazione, anzi penso che la manderanno via e secondo me, entro pochi mesi, la poveretta  sarà costretta a fare la puttana ai bordi del bosco,  offrendosi ai cacciatori  che però son disoccupati  e senza soldi. Molto meglio morsicare la mela avvelenata, Biancaneve, anche i nani e anche noi.

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5 COMMENTS

  1. Bello!!! Non ho capito niente, ma bello lo stesso. Riguardo alla mela, come diceva quel comico famoso che non ricordo il nome:” vai avanti tu che mi viene da ridere”.

  2. Mica così brutta per la principessina: i nani pagano in natura e come uno noto di arcore compensano il deficit d’altezza con…

    Però scopriamo che alcuni nani sono diventati integralisti islamici e la menano come una zampogna perchè avendo perso il lavoro si sono giocati anche il permesso di soggiorno.

    Lei quindi finisce sì ai bordi del bosco e coglierà pure la mela avvelenata: i cacciatori tengono la sifilide dal momento che il recente spot governativo sull’uso del preservativo ha incluso tutte le coppie possibili, etero ed omo, compreso il simil pedofilo con la lolita, ma s’è dimenticato l’uomo ed il suo migliore amico ed insomma se la gente non l’avverti… ficca e lascia ficcare

  3. Io questa Biancanave la paragono all’itaglia, che ci chiede di mantenerla e nello stesso tempo ci carica di sacrifici. Quindi altro che accoglierla in effetti anche perchè sarebbe da mettere in galera buttar via la chiave ( povera biancaneve )

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