di ENZO TRENTIN
Siamo entrati nel 2013 a testa china, quasi sia un anno più da scontare piuttosto che da vivere. A renderlo così poco attraente è la dimensione pubblica che continua a propinarci noia e tifoseria partitica della più bassa specie. Perché i nostri problemi di comunità sono, prima di tutto, dentro la nostra testa e nel modo in cui li concepiamo. È arcinota la mia idiosincrasia per i partiti. Tutti i partiti, ancorché indipendentisti. Il fatto che esistano non è in alcun modo un motivo per conservarli. Un albero buono non può produrre frutti cattivi, né un albero cattivo produrre frutti buoni. Soltanto il bene è un motivo legittimo di conservazione. Il male dei partiti politici salta agli occhi. La questione da esaminare è se ci sia in essi un bene che abbia la meglio sul male e renda così la loro esistenza desiderabile. Se individui appassionati, inclini per via della passione al crimine e alla menzogna, si compongono allo stesso modo in un popolo vero e gi
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