DOPO L’INNO CI MANCA SOLO IL SABATO PATRIOTTICO

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di GILBERTO ONETO Quando si è in tanti, basta mormorare per fare un boato, quando si è in pochi si deve urlare per farsi sentire. Quando si è in tanti si può anche stare fermi o seduti: in pochi bisogna agitarsi e muoversi freneticamente per sembrare tanti. Il trucco funziona solo al di sopra di una soglia: sotto diventa il patetico e parossistico esercizio di quattro gatti che non sanno più cosa inventare per farsi notare.  Lo stesso vale per un’idea o un sentimento: se sono condivisi e veri non serve continuare a ricordarli, riproporli, sottolinearli ed esaltarli. Ci sono e basta. Se esiste un sentimento di appartenenza, o di amore di patria, non serve proclamarlo di continuo, costringendo tutti a formali manifestazioni che sopperiscono con l’obbligatorietà alla spontaneità che non c’è. Così, meno è sentito l’afflato di patriottica italianità da parte delle genti che a abitano, più la penisola viene infiocchettata di tricolori, addobbata di bandiere e cotillons come fosse un gigantesco albero di…

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