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Ecco il 10° segnale della ripresa: smontano fabbrica e la portano all’estero

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chiusedi LUIGI CORTINOVIS

Ricordate la barzelletta di Renzi sugli stranieri alle frontiere con le valige di soldi da investire in Italia? Già era una barzelletta, che faceva molto meno ridere di quelle che raccontava Berlusconi sulla Bindi.

Ecco cosa riporta il SECOLO XIX di ieri: “Genova, un blitz, i tir che nella notte arrivano in via del Commercio, nel quartiere genovese di Nervi, e iniziano di prima mattina a trasferire apparecchiature e macchinari. Protetti da guardie armate (FOTOGALLERY)La scena ha lasciato sconcertati i 16 operai della ditta tedesca Kavo Promedi (collegata a un gruppo americano), produttrice di attrezzature per gli studi odontoiatrici e dentistici: via gli stampi e i progetti, fondamentali per proseguire la produzione.

Sul posto, chiamati dagli operai, sono arrivati i poliziotti, insieme con alcuni uomini della Digos per controllare la situazione ed evitare duri confronti tra lavoratori e vigilante, schierati a protezione del “trasloco” improvviso: «Non c’era stato alcun segnale di crisi o di possibili, drastici cambiamenti – ha spiegato Ivano Mortola della Fiom, immediatamente arrivato sul posto per sostenere la richiesta dei dipendenti di entrare nel loro stabilimento – Appena giovedì scorso avevamo avuto un incontro positivo con l’amministratore delegato. E non sembrava esserci nessun tipo di problema, nessuna comunicazione». Sino al blitz di questa mattina.

Nel pomeriggio, i lavoratori sono intervenuti bloccando uno dei camion che stava partendo: è arrivata la polizia e a stretto giro gli assessori Piazza (Comune) e Rixi (Regione), oltre a Bruno Manganaro della Fiom – Cgil. Si è trovato un accordo di massima perché l’azienda, che produceva poltroncine speciali per attività dentistiche o simili, riconosca qualche cosa ai 16 lavoratori che comunque saranno lasciati a casa. Il tavolo di discussione è previsto per lunedì”.

C’è ripresa!!!

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1 COMMENT

  1. L’italia non è un posto per imprenditori.
    Troppe tasse, troppo stato.
    Poca libertà e poco rispetto per la proprietà privata.
    Fanno bene ad andarsene.

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