di ARTURO DOILO
Nel dibattito politico contemporaneo la tassazione viene spesso considerata un fatto inevitabile: lo Stato preleva risorse dai cittadini per finanziare servizi pubblici e garantire il funzionamento della società. Tuttavia, dal punto di vista dell’anarco-capitalismo – la corrente più radicale del pensiero libertario – la questione appare in modo completamente diverso. Per gli anarco-capitalisti, infatti, lo Stato non rappresenta un garante della libertà, bensì un’istituzione coercitiva che viola i diritti individuali e ostacola la prosperità economica.
Un decalogo elaborato dal Movimento Libertario riassume in modo efficace le principali ragioni per cui, secondo questa prospettiva, un anarco-capitalista non dovrebbe pagare le tasse.
Lo Stato come istituzione coercitiva
Il primo punto riguarda la natura stessa dello Stato. Gli anarco-capitalisti ritengono che lo Stato sia, per definizione, un’istituzione basata sulla coercizione. A differenza degli scam