di ALTRE FONTI VERONA — «Il dato è chiarissimo: i veneti sono discriminati, sia economicamente che politicamente. E la normativa internazionale, in base a questa premessa, dà loro tutto il diritto di chiedere l’indipendenza». Vittorio Bottoli è un fiume in piena. Per molti anni leader di Alleanza Nazionale (di cui è stato capogruppo a Palazzo Barbieri), per dieci anni Difensore Civico regionale, poi docente a Giurisprudenza, a Verona, e a Scienze Politiche, a Padova, Bottoli è autore di un libro dal titolo che non lascia adito a dubbi: «Secessione, diritto dovere». Ed espone con la foga di sempre la sua tesi: «Da Norberto Bobbio a Mortati a Zagrebelsky, ho studiato a fondo le tesi di tutti i maggiori costituzionalisti e filosofi del diritto. E la conclusione è lampante: il diritto all’autodeterminazione è chiarissimo quando una parte della popolazione viene discriminata». Ma i veneti in che modo sono discriminati? «E’ evidentissimo! Guardate come sono trattati i veneti rispetto ai trentini e agli alto-atesini. Se ci si sposa in…















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