di MATTEO CORSINI
Partecipando al dibattito su vantaggi e svantaggi della permanenza nell’eurozona, Stefano Fassina, deputato di Sinistra Italiana, individua il problema nell’impianto mercantilistico basato sulla svalutazione del lavoro. Lamentando anche che non si seguano i precetti keynesiani (pure essi, peraltro, in ultima analisi mercantilisti). Scrive: “Insomma, nonostante la “rivoluzione keynesiana” degli anni 30 del ’900, domina la “Legge di Say” (1803), secondo la quale l’offerta creerebbe la domanda”.
Fassina fornisce l’interpretazione della Legge di Say che danno tutti coloro che non l’hanno capita o preferiscono storpiarla per argomentare a favore del keynesismo. Say sostenne quello che la semplice osservazione basata sul buon senso dovrebbe rendere evidente: in qualsiasi scambio la domanda può esserci solo se si ha qualcosa da offrire, il che presuppone che la produzione preceda la domanda.
Il tentativo keynesiano di invertire le cose, con
I marxisti o para-tali hanno dato abbondanti prove che di economia capiscono molto meno di una massaia. Perchè , quanto meno, la massaia è brava in economia casalinga e loro neanche in quello.
A riprova delle loro capacità negative sta il fatto che in tutti gli stati dove hanno messo le mani hanno sfasciato totalmente l’economia locale.
Venezuela e Brasile sono , per ora, gli ultimi della serie.Sta seguendo l’Italia!
Fassina non conta un tubo.
Non rappresenta altri che sé stesso.
Va del tutto trascurato.