Fisco: l’aumento Iva sulle sigarette produce un buco da 750 milioni

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di GIORGIO CALABRESI Lo Stato italico è talmente affamato di quattrini che, tassando a destra e a manca, non si accorge nemmeno di ottenere risultati contrari a quelli che si prefigge. Sta ad esempio assumendo i contorni di un duro autogol per il fisco italiano l’aumento dell’Iva al comparto del tabacco, con un buco stimato per le casse erariali da 750 milioni di euro a fine 2013. Un ammanco per le casse dello Stato che l’anno prossimo potrebbe arrivare anche ad 1 miliardo di euro, se si guardano le prime stime per il 2014. Eppure si sta parlando di un comparto che ogni anno garantisce alla voce «entrate» più di 11 miliardi di euro, anche se ha dato segnali di cedimento già prima dell’aumento dell’Iva. Stando al Bollettino mensile delle entrate tributarie relativo ad agosto 2013, diffuso dal Dipartimento delle Finanze del ministero dell’Economia, già nei primi otto mesi del 2013 il gettito dell’imposta sul consumo dei tabacchi è stato di 6.946 milioni di euro, pari cioè…

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