di GILBERTO ONETO
Caro Stefano,
leggo il tuo intervento (LEGGI QUI) con un po’ di stupore perché ha il sapore della difesa d’ufficio.
Non serviva la premessa dei tuoi meriti e delle tue capacità che tutti ben conoscono: verrebbe facile dire che tu sei l’eccezione che conferma la regola di quanto io ho denunciato. Tu stesso però sembri rinunciare a questa condizione di eccezionalità quando rivendichi di esserti ricavato il tuo spazio “senza pestare i piedi o sgomitare”, che – perdonami – conferma quanto io ho scritto e cioè che per sopravvivere non si deve “disturbare il manovratore”. Tu hai fatto cose egregie che – perdonami di nuovo – molti altri hanno fatto prima di te e che continuano a fare (se vuoi si può indire la gara a chi ha compilato più faldoni...) ma che nella Lega non hanno trovato l’affettuosa accoglienza che tu dici di avere ricevuto.
In tanti ci siamo passati e in tanti siamo stati estromessi come corpi estranei e fastidiosi: p
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