GIOITE, AUMENTA LA TREDICESIMA. MA LO STATO VI FOTTE IL 90%!

TASSE3di LEONARDO FACCO

Oggi, su queste pagine, troverete un articolo di Andrew P. Napolitano in cui si spiega che “le tasse sono un furto perché negano il diritto di essere proprietari“. Che vorrà mai dire? Non escludo che molti lettori si stiano ponendo questa domanda, nonostante vivano in Italia. Ebbene, vediamo di spiegarlo con un esempio fresco fresco, l’ennesimo.

Ieri, un comunicato della Cgia di Mestre recitava quanto segue: “Quest’anno, per i lavoratori dipendenti, le tredicesime in busta paga saranno più alte”. Nel dettaglio, “si tratterebbe però di incrementi modesti: 12 euro in più per un operaio specializzato, 13 euro in più per un impiegato, mentre un quadro/capo ufficio prenderà 20 euro in più”.

Quasi in simultanea con questo “scoop”, un’associazione di consumatori ha rilanciato: “Quest’anno tredicesime più alte fino a 20 euro, ma il 90% andrà in tasse”. Letto bene?

Mettiamola così: voi avete maturato il diritto, grazie al vostro lavoro diciamo (non fatemi entrare nel merito, sappiamo tutti che ‘sto paese è un guazzabuglio), di ottenere 20 euro in più dal datore di lavoro, ma lo Stato canaglia – retto attualmente dal governo del tassatore Matteo Renzi – ha pensato bene che 18 spettano a lui. L’associazione dei consumatori Adusbef, quella di cui sopra, nel merito ha avvertito, che le tredicesime saranno impiegate dagli italiani soprattutto per pagare tasse e bollette (e chissà quale libidine vi coglierà quando ci metteranno la voce RAI, nda). Circa il 90% “sarà mangiato” da imposte, tasse, bolli, bollette e mutui, mentre la spesa per consumi diminuirà del 10%.

La domanda che sorge spontanea è: ma che lavorate a fare se il più parassita dei soci che esiste in circolazione vi defrauda (leggasi ruba e/o rapina) i 9/10 del frutto del vostro lavoro? E’ la lotta eterna fra “produttori di ricchezza” (voi) e “consumatori di ricchezza” (loro). Comunque non lamentatevi, vi rimangono in tasca ben 2 euro!!! Il povero comunista Marco Rizzo prende solo 4.500 euro al mese dopo 20 duri anni di lavoro in Parlamento!

“L’unica mano che ti dà lo Stato è quella che ti infila nelle tasche”, diceva Carlo Zucchi. Ha ragione il mio amico Giancarlo Michelotti, che sostiene che “quando ti dicono che pagare le tasse è un piacere, di loro che allora evadere è un atto di generosità verso il prossimo”. Non siate egoisti, imparate anche a voi a rinunciare al piacere di farvi spennare!

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