Anche da Letta ci si aspetta una cosa sola: il lavoro garantito

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di CLAUDIO ROMITI Come era inevitabile che accadesse, la nascita del governo delle larghe intese ha suscitato enormi aspettative, tant’è che persino il premier Letta ha evidenziato un certo disappunto in merito. D’altro canto, dopo decenni di collettivismo strisciante penetrato nella mente e nella pancia della maggioranza degli italioti, si attende dalla politica la riproposizione dell’ennesimo miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci. Ciò, traslato ai nostri giorni, si potrebbe materializzare in alcuni salvifici provvedimenti del governo nel settore del lavoro e dell’occupazione. Tanto più che ogni partito presente in Parlamento, M5S compreso, incoraggia in ogni modo l’idea, oramai divenuta vera credenza popolare, secondo la quale lavoro e occupazione scaturiscono da un piano intenzionale elaborato nei palazzi della politica. Ogni partito presente in Parlamento anche nell’ultima campagna elettorale ha chiesto un voto anche e soprattutto sulla base di una sua infallibile ricetta per aumentare l’offerta di un impiego stabile. Eppure, soprattutto dall’alto di una lunghissima sequela di fallimenti in questo campo, dovrebbe essere oramai…

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