I ticinesi dicono no al burqa. In Italia temono persino un referendum consultivo

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di GIANLUCA MARCHI Quando si dice un Paese democratico, dove non ci si riempie la bocca “in nome del popolo”, ma il popolo lo si chiama direttamente a decidere attraverso la forma più diretta per esercitare la democrazia, il referendum. E’ quello che succede da sempre in Svizzera e ieri ne abbiamo avuto l’ennesima riprova con la netta vittoria del partito «anti-burqa» in Ticino, un tema particolarmente delicato, ma di fronte al quale i cittadini ticinesi hanno deciso in piena coscienza. Npaese barzelletta che si chiama Italia, invece, si ha paura persino a far esprimere i cittadini in un referendum consultivo, quello per l’indipendenza del Veneto tanto pe rintenderci. Chiamati ieri alle urne i cittadini ticinesi hanno approvato con una schiacciante maggioranza del 65% un’iniziativa per iscrivere nella costituzione cantonale il divieto di dissimulare o nascondere il proprio viso nei luoghi pubblici. In una giornata di votazioni e referendum in tutto il Paese, gli svizzeri hanno invece bocciato un’iniziativa degli anti-militaristi per l’abolizione dell’obbligo di…

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