di ROMANO BRACALINI
Il Bragadin veneziano scorticato vivo e rimandato a casa in una botte di aculei, è il miglior esempio di tortura da manuale che faccia onore al grido “mamma li turchi” dell’antico spavento. Ne avevamo persa memoria ma gli ultimi attentati islamisti a Parigi ce l’hanno ricordato.
Passano i secoli ma l’ideologia del terrore resta la stessa. Ogni pietra reca traccia di crudeltà. Ogni zolla contiene un rivolo di sangue. L’uomo ha sempre fatto professione di delitto, col conforto di una fede totalitaria. Ma è come si ammazza che dà la misura dell’istinto di odio e di ferocia. L’esperienza ci ha insegnato molte cose: anche a uccidere con gentilezza, che non sarà una grande consolazione per le vittime ma almeno salva le apparenze.
Otranto nel 1480 venne assediata dalla flotta turca di Maometto II, intervenuta nella guerra tra Venezia e il regno di Aragona. Non ricevendo rinforzi da Napoli, Otranto si arrese. I turchi passarono a fil di spada n
Istanbul con i suoi 25 milioni di abitanti è un pungiglione puntato — di nuovo — verso l’Occidente e un giorno dovremo di nuovo difenderci come a Otranto — con un papa genovese di tutt’altra tempra rispetto a questa caricatura di Francesco, Sisto IV — e allora ne vedremo delle belle. Se Venezia — e non Genova — fosse intervenuta a Otranto si sarebbe risparmiata la Lega di Cambrai. Ma chissà cosa li prese…