ASSANGE E IL GIORNALISMO, LA BANALITÀ DEL MALE DELLA FINTA INFORMAZIONE

di JOHN PILGER Ho assistito al processo per l’estradizione di Julian Assange a Londra. Ha parlato con Timothy Erik Ström della rivista Arena, Australia: D: Avendo assistito in prima persona al processo di Julian Assange, puoi descrivere l’atmosfera prevalente in tribunale? L’atmosfera che si respirava era scioccante. Lo dico senza esitazione. Mi sono seduto in molti tribunali e raramente ho conosciuto una simile farsa del giusto processo. Al netto del rituale associato alla “giustizia britannica”, a volte è stato evocativo di un processo farsa stalinista. Assange, l’imputato è stato ingabbiato dietro un vetro spesso e ha dovuto strisciare sulle ginocchia fino a una fessura nel vetro, sorvegliato dalla sua guardia, per entrare in contatto con i suoi avvocati. Il suo messaggio, sussurrato e a malapena udibile attraverso le maschere facciali, è poi passato per posta fino a dove i suoi avvocati stavano discutendo il caso contro la sua estradizione in Usa. Julian Assange è un australiano sotto processo perchè il suo modo di fare giornalismo è dire…

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