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Il consigliere di matteo renzi: le pensioni alte non vanno toccate

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pensionatOdi MATTEO CORSINI

“Abbiamo affrontato questo discorso l’anno scorso e la decisione politica è stata di non toccarle. Le pensioni alte sono già in qualche modo tassate e quindi c’è già un intervento di equità”. Oltre a essere un fidato consigliere di Renzi, Yoram Gutgeld – autore delle parole di cui sopra – è, assieme a Roberto Perotti, l’ennesimo commissario alla spending review.

Checché ne dicano dalle parti di Palazzo Chigi, finora su questo argomento si sono fatte per lo più chiacchiere, perdendo tempo e rendendo sempre più difficile evitare, nel biennio 2016-2017, la nuova mazzolata di Iva e accise dovute alle clausole di salvaguardia dell’ultima legge di stabilità. A chi gli chiedeva se fosse previsto anche un intervento sulle pensioni, Gutgeld ha risposto con le parole che ho riportato. In particolare, a suo dire le “pensioni alte sono già in qualche modo tassate e quindi c’è già un intervento di equità”.

Gutgeld sembra contraddire, quindi, il presidente dell’Inps, Tito Boeri, secondo il quale, invece, andrebbero riviste le pensioni ottenute con il sistema retributivo che non siano finanziariamente coperte dai contributi a suo tempo versati. Per la verità Boeri intenderebbe intervenire solo oltre certe soglie in valore assoluto e destinerebbe a finalità assistenziali i risparmi così ottenuti. In altre parole, la spesa resterebbe immutata, semplicemente vi sarebbe una diversa composizione.

A mio parere, invece, la revisione delle pensioni erogate con il sistema retributivo dovrebbe riguardare tutti gli assegni non completamente coperti, senza soglie di esenzione. Inoltre, quei soldi dovrebbero essere destinati ad alleviare la pressione fiscale. In ogni caso, ciò che afferma Gutgeld mi pare assurdo. Il fatto che ci sia da anni una sorta di “contributo di solidarietà” sulle pensioni elevate non garantisce affatto equità. In primo luogo, perché colpisce anche coloro (pochi, ma non per questo meritevoli di essere puniti) che percepiscono pensioni elevate ma finanziariamente coperte.

In secondo luogo, perché se una parte dell’assegno non è coperta finanziariamente, equivale a un furto ai danni di coloro che devono farsi carico di quegli assegni (chi attualmente paga contributi e tasse). E un furto non è da evitare solo in parte; è da evitare per intero. Non si tratta di ledere diritti acquisiti, come spesso sostiene che si oppone a una revisione delle pensioni retributive non coperte. Si tratta, al contrario, di smetterla di ledere la proprietà di coloro che pagano per questi assegni parassitari.

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