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Il “meraviglioso” natale all’italiana che tutti ci invidiano

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di PONGO

E così arriviamo al Natale anche quest’anno. Ed a Natale, tradizionalmente, si gusta il panettone, in origine e tuttora, dolce tipico lombardo e milanese seppure ormai adottato un po’ in tutta Italia nonostante a livello locale esempi di dolci natalizi ce ne siano in quantità e tutti buonissimi. Ma torniamo al panettone, perché panettone?

Pare che il cuoco di Ludovico il Moro, siamo sulla fine del ‘400,  bruciò nel forno del  pane dolce che sarebbe servito come dessert e quindi, nella disperazione, risolse tutto un ragazzetto, uno sguattero di nome Toni  che col pane bruciacchiato e aggiungendovi burro, scorza di cedro e uvetta, mise insieme nell’incertezza questo nuovo dolce. Il successo insperato fu tale che fu chiamato “ l’è ‘l pan del Toni” cioè “il pane del Toni” da cui “panettone”.  Benissimo, o meglio malissimo, perché quest’anno il panettone lo mangeranno sempre meno persone e molte che comunque lo assaggeranno dovranno ringraziare associazioni benefiche vedi Caritas o giù di lì.

Ma veniamo alla giornata di Natale: sotto l’albero o in prossimità del presepe immagino ci saranno dei pacchetti-regalo, sempre meno. E’ ormai così da un po’ di anni. Sicuramente nel pacco più grande e voluminoso, nonostante la carta luccicante che inganna, ci sta come sempre il più alto debito pubblico in rapporto al Pil, un debito di circa 34.000 euro per ogni italiano, neonati compresi perché il Natale è la più bella festa per la famiglia. Un regalo per la mamma? Un bel pacchetto con carta rosa per scoprire (ma ogni anno è lo stesso regalo) che dentro c’è la disoccupazione al femminile quasi  più alta d’Europa, seconda solo a Malta.  Un altro bel pacchettone valido per tutta la famiglia? Un pacco enorme e strabordante per contenere un altro primato italiano e cioè che abbiamo la compagine ministeriale più numerosa in Europa e forse nel mondo: oltre 100  fra ministri, viceministri e sottosegretari. Ma molti regali sotto l’albero sono per i figli, diciamo per i giovani in genere.

Quanti e che bei pacchettoni  per loro! Cosa contengono? Ecco: oltre alla percentuale del 41,2% per gli under 24 anni disoccupati, ricordiamo che gli altri regalini sono il minor numero di giovani laureati europei, inoltre  i giovani italiani sono anche i  meno pagati d’ Europa  e l’Italia ha la più bassa scolarizzazione. Nei pacchettini sempre per i minori  c’è anche un altro bel regalo: il record di abuso di alcol  in giovane età, a 12 anni, record europeo!  Ma i giovani italiani sono anche quelli che contano meno dal punto di vista sociale, economico, demografico e politico. Potremmo aprire tantissimi altri pacchetti per tutti  ma limitiamoci a quest’ultimo: contiene il rapporto tra tasse pagate e servizi ricevuti. In questo senso  l’Italia è all’ultimo posto nel mondo.  Basta regali, non facciamoci troppo cattivo umore!

E’ l’ora del  pranzo di Natale! Come antipasto consigliamo salumi misti che vengono spesso dall’est, mentre per  sottaceti, con moltissimo aceto,  ci mettiamo le armi che l’Italia produce e vende soprattutto ai Paesi in via di sviluppo per cui, seppure potremmo migliorare la posizione, siamo solo quinti al mondo. Come primo io adoro le lasagne o i ravioli, conditi abbondantemente col maggior numero europeo di incidenti stradali  oppure, di tutt’altro sapore, siamo  tra i maggiori in Europa per l’uso di antibiotici. Per  secondo, vogliamo imitare gli americani con un bel tacchino? A parte il fatto che il tacchino potrebbe anche essere cinese, noi non lo condiamo troppo, infatti l’Italia è l’unico Paese in Europa che spessissimo disdegna di approfittare dei finanziamenti concessi dall’Unione Europea per la realizzazione di infrastrutture indispensabili.

Come siamo strani, potremmo e ci spetterebbe ma non lo facciamo! Come contorno, anzi come molto di contorno, ricordiamo che l’Italia  è l’ultima come fondi per la ricerca e per lo sviluppo e le innovazioni.  Vogliamo a questo punto deliziarci col suddetto panettone? Al posto dell’uvetta mettiamoci  invece i  tantissimi parlamentari e politici con incarichi pubblici che sono  indagati, un vero record in Europa e non solo! Bene, è stato un pranzo da ricordare, potremmo dire più fumo che arrosto in quanto delle  30 peggiori  città europee riguardo la qualità dell’aria, ben 17 sono italiane! Ricordiamo  che per portare a casa tutto quel che abbiamo mangiato o per altro uso,  abbiamo consumato 20 miliardi di  sacchetti di plastica  all’anno.  Il caffè, mi raccomando,  ben corretto con un ultimo particolare: siamo i primi  in Europa per burocrazia e regolamentazione. Buon Natale e buone feste a tutti i lettori.

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2 COMMENTS

  1. Le cose non capitano per caso ma sono il risultato delle nostre azioni.

    C’era da fare una rivolta ma le seghe mentali piacevano troppo perchè tante, a buon mercato e ancora di produzione autoctona. Non si è voluto fare le cose nella maniera in cui andavano fatte ? E adesso si paga, senza dimenticare gennaio, febbraio ecc.ecc.

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