Il Movimento del 9 dicembre ha senso solo se è anti-italiano

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di ALESSANDRO MORANDINI Mentre ancora non sono stato chiariti ed ufficializzati gli obiettivi politici del movimento del 9 dicembre, i coordinatori, giustamente, si stanno preoccupando dell’organizzazione. Si stanno preoccupando, cioè, di come ordinare un aggregato di persone che era stato mosso, fino ad oggi, da un generico risentimento verso lo stato, da protezionismi corporativi e da una malcelata superbia espressa, quest’ultima, dallo sventolare delle bandiere italiane; bandiere dietro le quali ogni autentico indipendentista riconosce la presenza di convinti sostenitori della superiorità italiana e dell’indissolubilità dello stato (il perché di questa convinzione deve essere cercato, a mio parere, nella storia dello stato italiano; anche se, in una certa misura, tutti gli stati-nazione devono patire un’immagine di sé stessi adeguata ad attribuire alla sovranità dello stato un valore massimo tra le preferenze che gli individui maturano nell’ambito della sfera politica). In questo articolo voglio esaminare in modo più approfondito il problema del tricolore, perché penso che dalla sua soluzione dipenda il futuro del movimento. Lo faccio pensando…

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