IL SUICIDIO DEL SOCIALISMO NON ESISTE. L’INGANNO IDEOLOGICO DEL QUARTO STATO

di PAOLO L. BERNARDINI Come un tormentone inevitabile, da anni, ci viene propinato, in tutte le salse, il megadipinto “Il Quarto Stato”, generalmente da nostalgici del socialismo (ma quale nostalgia, non vedete che si è perfettamente realizzato, lo Stato ci toglie tutto…), cineasti sussidiati, storici e cantanti, quelli che evidentemente vorrebbero che anche il poco che ancora ci appartiene ci venisse sottratto, per essere “nazionalizzato”. Non dubitate, sta accadendo. Non so se a questa ricca e sciagurata schiera appartenga Massimo Onofri, che si autodefinisce in quarta di copertina del libro da cui traggono spunto le mie riflessioni, “critico militante”, ancorché ove militi, davvero, alla fine non è chiaro. Certamente, ha scritto un libro, “Il suicidio del socialismo” (Donzelli, 2009) che invita a rileggere, e a ripensare (ma in tutt’altro modo rispetto al suo), l’opus magnum del pittore di Volpedo, i 16 metri quadrati dello stato quarto, che Bertolucci e numerosi altri hanno utilizzato nei loro inni al socialismo se non reale, realizzabile. Orbene, Onofri rilegge…

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