di GILBERTO ONETO La cosiddetta Giornata del Ricordo è una occasione sprecata. Avrebbe potuto essere un sereno momento di rivisitazione della più recente vicenda italiana, di dibattito documentato su tutta una serie di episodi controversi, negati o travisati su cui la storia ufficiale si è esercitata nei più acrobatici esercizi di ipocrisia e di menzogna. La cosa è nata dalla commemorazione delle vittime della violenza titina ma avrebbe dovuto essere la migliore occasione per pensare a tutte le vittime dirette o indirette degli scontri ideologici e nazionalistici dell’ultimo secolo e mezzo: non solo esuli e infoibati, ma i liquidati dopo la seconda guerra mondiale, i massacrati durante la prima, le vittime del colonialismo e dell’imperialismo italiano, gli ammazzati dallo Stato, gli insorgenti meridionali e tutti quelli che sono stati imprigionati e uccisi per essersi opposti all’unificazione savoiarda e massonica. La storia che viene insegnata nelle scuole italiane è una sequela di menzogne, ipocrisie, negazioni e ingiustizie culturali. La Giornata del Ricordo avrebbe potuto essere la…















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