di CLAUDIO ROMITI
Non bastavano i continui predicozzi di Papa Ratzinger sull'uguaglianza economica da raggiungere attraverso il classico atto deliberato della sfera politica. Ora ci si mettono pure i burosauri della Commissione europea a bacchettare l'Italia, rea di non aver strutturato l'Imu - ossia l'imposta più odiata del 2012 - in modo tale da diminuire le disuguaglianze, provocando nel contempo un aumento della povertà. In sostanza, secondo la stessa Commissione europea questa tassa non svolge appieno il compito di redistribuire la ricchezza, così come gli affetti da delirio politicista si aspettano che accada con ogni forma di prelievo fiscale.
Ora, premettendo che non conosco una sola imposta che renda più prospero un sistema economico, mi sembra veramente paradossale pretendere da un balzello che grava su chiunque possegga uno straccio di abitazione - oltre il 70% delle famiglie italiane - il compito di contrastare la povertà. Sarebbe come chiedere ad uno spacciatore
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