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Indipendentisti: dopo il patto con haider, e’ il momento di quello con artur mas

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di FABRIZIO DAL COL

mas pattoSecondo un recente sondaggio di Demos & P, un italiano su tre è favorevole all’indipendenza della propria Regione e alla scissione dallo Stato italiano. Il numero d’indipendentisti sale fino al 53% in Veneto, ma aumenta anche nelle regioni centrali e nelle isole. Massimo Cacciari, che personalmente seguo da anni, è sempre stato un federalista convinto ed è da un ventennio o forse più che invoca l’Italia ad un vero cambiamento. Cacciari vorrebbe veder trasformato lo Stato di oggi in un moderno Stato Federale, e a ’24Mattino’ ha detto : “Tutti i differenziali tra nord e sud stanno aumentando. La voglia d’indipendenza fotografa la situazione di un Paese che si sta sfasciando, dove tutte le politiche d’unificazione sono fallite. La risposta a questo problema – continua Cacciari – è una riforma federalistica che responsabilizzi le regioni, così come è successo in Scozia. In Italia questa tipo di riforma è naufragata da tempo, lasciando spazio ai movimenti indipendentisti che sono un sintomo da non sottovalutare. Questa situazione italiana – conclude Cacciari – deriva da anni di politiche meridionali sciagurate, oltre al centralismo burocratico romano, contro cui Renzi continua a sparare retorica, senza però combinare nulla di concreto”. Come si è visto dal sondaggio di Demos & P, e perfino dal valore politico che Cacciari da all’indipendentismo, ciò che vedrei interessante da qui in avanti, sarebbe quello di concretizzare l’idea di costituire una confederazione tra tutti gli indipendentisti d’Italia. Lo Stato centralista burocratico romano, infatti, ha di recente scommesso sulla ricostituzione di una destra forte in Italia e la stesso sta facendo ora  con la sinistra.

E’ ovvio che tutto ciò si sia voluto decidere in funzione della legge elettorale denominata Italicum, ed è logico che ora Berlusconi proceda a tappe spedite nella ‘pulizia’ del suo partito. Renzi invece è in ritardo con la sua ‘pulizia’, ma sta giocandosi la carta di scaricare su una eventuale scissione coloro che oggi sarebbero da far fuori. In sostanza, da un lato si cancella  definitivamente ogni speranza di rappresentanza per i piccoli partiti e dall’altro si inizia il percorso di modifica della carta Costituzionale per dare corso ad un nuovo “piano di rinascita”. E quali sarebbero le modifiche? Alcuni sostengono siano vicine a quelle del Maestro Venerabile della Loggia P2  Licio Gelli,  che di recente in una intervista al Fatto Quotidiano ha consegnato  una frase destinata a far discutere:  “Non le nascondo che vedo, con una certa soddisfazione, il popolo soffrire. Non mi fraintenda: non sono felice di questa situazione. Sono felice, invece, che vengano sempre più a galla le responsabilità della politica”. Così Gelli, secondo il quale “probabilmente solo un tributo di sangue potrà dare una svolta, diciamo pure rivoluzionaria a questa povera Italia”. Inoltre sostiene che Renzi  “è un bambinone. E’ pieno di parole e molto ridotto di fatti. Non è destinato a durare a lungo“. Sulle sue riforme (legge elettorale e Senato) afferma: “Sono goffe”. Però, sornione, aggiunge che limitare le funzioni del Senato è un’idea presente nel “Piano R., di Rinascita nazionale. Prevedeva una serie di norme e riforme che avrebbero potuto creare i fondamenti per uno Stato più efficace.

File photo of of Austria's far right leader Haider who was killed after a car crash in KlagenfurtMa non sono certamente riforme  moderniste, quelle volute da Renzi e Berlusconi, tanto meno sarebbero  quelle federaliste invocate invece da Cacciari. Quindi, lo Stato centrale burocratico romano non si tocca, a loro interessa un potere quasi totale, mentre una ‘democrazia sospesa’ diventa utile per blindare le future regole. Quando Cacciari sostiene che i movimenti indipendentisti sono un sintomo da non sottovalutare ha ragione da vendere, e ora una loro confederazione in tutta Italia potrebbe sostenere il catalano Artur Mas, facendo lo stesso patto politico che si fece con il leader carinziano Jörg Haider  e dare così una spinta vera verso l’Indipendenza delle Regioni in tutta Europa, con tanti saluti ai centralisti italiani e a coloro che vorrebbero una Europa Statuale.

 

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