L’AMBIENTALISMO E IL MITO NEFASTO DELLA “BUONA FEDE COMUNISTA”

di LEONARDO FACCO Solamente un bigotto, o un analfabeta di ritorno (sì lo so, in Italia rappresentano la maggioranza assoluta), potrebbe credere nella bontà delle intenzioni e delle priorità ambientaliste di Greta Thunberg, la sedicenne vestita come un Minion che rimbalza da una parte all’altra dell’Europa per raccontare stupidaggini antiscientifiche un tanto al chilo, stupidaggini antiscientifiche che fin dal 1970 (vi dice nulla il “Club di Roma” e le profezie malthusiane di Aurelio Peccei) vengono puntualmente smentite prima dagli studiosi seri e soprattutto dai fatti. Eppure, Greta è la reincarnazione dell’ideologia social-nazi-salutista (la propaganda hitleriana e staliniana faceva un uso smodato di bambine bionde con le trecce), che si propone – attraverso il pensiero “Gaiano” – di annientare la libertà e la possibilità di autodeterminazione degli individui. Nonostante la stampa igienica (indistintamente, destra e sinistra sono un tutt’uno nel propagandare fuffa) sia incline a far passare il messaggio ambiental-salutista in maniera del tutto acritica, puntando sulla “mito nefasto della buona fede comunista” delle persone-massa (come…

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