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Intelligenza Artificiale: Gulag 2.0 o opportunità? Due opinioni

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di REDAZIONE

CGHAT GPT CI PORTA VERSO IL GULAG 2.0

Sappiamo bene che la psicopandeminchia ha rivoluzionato il modo di fare scuola, in peggio ovviamente! Approfittando della ghiotta occasione il regime ha infilato la devastante DAD che ha creato enormi problemi psico-emotivi agli studenti: isolamento sociale, nervosismo, irritabilità, depressione, minore concentrazione e capacità di apprendimento, perdita motivazionale.

Per non parlare dell’eccesso di dispositivi digitali e virtuali e dei conseguenti danni allo sviluppo cognitivo dei giovani. Tutto scientifico, ovviamente.

Il lobo frontale dell’encefalo infatti, sede della decisione e della strategia, se ripetutamente e prevalentemente stimolato da input digitali, può perdere neuroni in modo irreversibile: non si riesce a fissare il ricordo e c’è una caduta dell’apprendimento per deficit di attenzione e memoria, si può registrare un decremento del vocabolario e possono insorgere psicopatologie sociali. Proprio quello che sta accadendo.

Dopo tutto questo ci mancava solo ChatGPT a scuola. Secondo il pedo-filantropo Bill Gates il chatbot basato su intelligenza artificiale e apprendimento automatico “entro 18 mesi l’intelligenza artificiale aiuterà i bimbi a leggere e a scrivere”.

Quindi nel giro di un anno e mezzo gli assistenti virtuali e i modelli multimodali potranno non solo facilitare l’apprendimento della lettura e della scrittura nei bambini, ma anche sostituire gli insegnanti in carne e ossa!

Continuate a portare i vostri figli in questi Gulag 2.0 specializzati nel lavaggio del cervello, poi però non aprite bocca e non lamentatevi se vostro figlio diventerà un’ameba con problemi cognitivi, perennemente collegato alla Rete e ai mondi virtuali.

(Marcello Pamio)

NE BENEFICERANNO I CREATIVI

A quelli che continuano a blaterare di “stupidità artificiale” perché l’AI non “capisce veramente le cose”, dico che forse siete voi che avete capito veramente pochino della portata di questa tecnologia.

Senza infatti considerare il fatto che l’incredibile livello raggiunto dall’AI mostra quanto essa si stia muovendo a grandi passi verso una reale autocoscienza, ancora lontana ma non così tanto, l’AI oggi non è lì per capire le cose. L’AI è lì per far fare un salto quantico al modo con cui si comunica fra di noi e con la tecnologia e a discriminare l’intelligenza umana.

È come avere uno strumento che può fare in un minuto, con una qualità enormemente superiore, il lavoro che un impiegato di concetto mediamente capace impiegherebbe giorni a fare. Quest’ultimi possono cominciare a riprendere in mano la zappa, perché saranno più utili in un campo che in un ufficio. E forse già questo è un bene per l’umanità.

Per coloro invece che usano una scrivania e un computer per produrre risultati di una certa utilità già adesso, è come se gli si fosse stata tolta la fionda per dargli una mitragliatrice gatling. Potenza pura. E coloro che più ne beneficeranno saranno i creativi, quelli che hanno idee e una certa pigrizia a realizzarle.

(Aurelio Mustacciuoli)

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