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La ciabra tra goliardia e demonologia

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di L. RANGONI & M. CENTINI Abbiamo notizia, nelle fonti medievali del nord Italia, della pratica della ciabra (1), più nota con il nome di francese di charivari (2): una sorta di chiassoso corteo mascherato, aveva la funzione di deridere il secondo matrimonio delle vedove e dei vedovi. Questa tradizione si affermò in particolare nel XIV secolo, e sembrerebbe aver svolto il ruolo di controllare i costumi, secondo le regole morali condizionate dall'interpretazione cristiana. Dalla raccolta dei Documenti etnografici e folkloristici nei Sinodi Diocesani del Piemonte, apprendiamo che le ciabre, costituite dalla chiassata vera e propria e dalla richiesta di riscatto ai vedovi, erano spesso organizzati da gruppi strutturati, con un Abate della festa a capo. Contro queste pratiche vi erano severe proibizioni, come documentato dai canoni sinodali. Dalle fonti sappiamo che i partecipanti potevano addirittura giungere ad impadronirsi delle campane: “Si forte aliquos secundas nuptias con
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