di OSCAR STRANO Restando nell’euro l’impoverimento è assicurato. La vicenda della Electrolux lo dimostra in maniera semplice e chiara. La multinazionale svedese (che una trentina di anni fa aveva acquistato Zanussi) per mantenere aperti gli impianti italiani ha fatto richieste molto pesanti: un taglio agli stipendi degli operai da 1.400 a 800 euro, pagare il 25% in meno di tasse (non a caso si parla di una zona franca a Pordenone sede del gruppo) e di lasciare comunque 1.200 posti di lavoro (su 4.000 complessivi) a rischio. Perché un menù così indigesto? Perché l’Italia, da quando è entrata nell’euro, ha perso il 22% di competitività. A misurarla è il Clup (Costo del lavoro per unità di prodotto), l’indice di produttività. In altri tempi per recuperare lo squilibrio veniva svalutata la moneta, oggi che questo non è più possibile viene svalutato il lavoro. Significa che bisogna pagare di meno i dipendenti e comunque pagarne un numero inferiore. La Spagna, del cui miracolo si parla tanto in…















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