di FRANCO CAGLIANI
Bocciato il referendum consultivo sull’indipendenza del Veneto, ammesso - ma solo parzialmente - quello sull’autonomia, che non potrà includere la tassazione né la richiesta di statuto speciale. Così ha deciso la Corte Costituzionale a fronte dei ricorsi presentati dal Governo contro le due leggi di consultazione popolare approvate dall’assemblea regionale il 19 giugno 2014.
La sentenza, firmata dal presidente della Consulta Alessandro Criscuolo e redatta dal giudice Marta Scarabia, non riserva sorprese sul versante “indipendentista”, dove il rigetto del quesito - «Vuoi che il Veneto diventi una Repubblica indipendente e sovrana? Sì o No?» - appariva scontato e i magistrati hanno puntualmente accolto l’impugnazione di Palazzo Chigi, dichiarandolo «illegittimo» perché lesivo del «principio costituzionale dell’unità della Repubblica», il cui «valore fondante e identitario» è sancito dall’articolo 5 della Carta. Qui il testo integ
Visto che il referendum è lesivo dell’articolo della Costituzione sull’unità nazionale, si può far ricorso sul trattato di Osimo e di Parigi, visto che anch’essi hanno violato l’unità nazionale.
Se la Costituzione italiana impedisce l’autodeterminazione dei popoli è in contrasto con le regole internazionali stabilite dall’Onu e sottoscritte dal governo italiano.
Ai parrucconi italici non par vero di attribuire “ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia” senza però “concedere” di trattenere in Veneto il proprio denaro.
Così facendo scaricheranno sul Veneto più competenze (leggasi costi) continuando pero il furto di più di 20 Miliardi di euro all’anno.
Caspita che conquista!!!