LA CRISI POLITICA DI HONG KONG E IL RUOLO ECONOMICO DI SINGAPORE

di CHARLIE PAPINI Lo scontro fra il Golia comunista cinese ed il Davide liberista Hong Kong, potrebbe finire in modo diverso rispetto a come lo raccontano le sacre scritture. Xi Jinping, qualche giorno fa da Macao, ha ribadito che non vuole interferenze, ergo la Repubblica fondata da Mao vuole papparsi la piccola città-stato, vero faro di libertà mondiale da decenni. Sarà forse per questa ragione che Singapore – altra città-stato libera e ricca – ha già preso il posto di Hong Kong nelle analisi delle banche d’affari. Come riportato da Fashion Network, infatti, i conti dei big del lusso come Kering, Hermès, Lvmh, hanno attutito i disordini a Hong Kong, ma ciò non toglie che i loro ricavi nella regione ne siano usciti indenni. Nel terzo quadrimestre, infatti, Kering ha visto le sue vendite scendere del 35%, mentre l’impatto su Lvmh è stato del 25%. Vi sono altri noti brand, invece, che avrebbero addirittura accusato i disordini in maniera più significativa, tipo Versace ed Hugo Boss. Le proteste…

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