di ALTRE FONTI
Da «Roma Ladrona» a «Bruxelles criminale». Dalla Lega di Bossi a quella, forse, di Matteo Salvini, passando per Roberto Maroni. Felpa verde padano con la scritta bianca “Veneto”, la barba leggermente incolta, un linguaggio a tratti colorito, ma di Bossi ce n'è uno solo. Matteo Salvini è salito ieri sul palco dell'Alfa Hotel, davanti a circa 150 militanti leghisti per presentare la sua ricetta in vista del congresso di sabato. È il favorito e avrà un solo sfidante: il Senatùr. Sarà che a maggio ci sono le Europee, ma è l'Europa il bersaglio principe del leader della Lega lombarda: «Nei prossimi 6 mesi o si vince o si muore». E poi spara anche su Roma e «la farsa sull'Imu: lo Stato è sull'orlo del fallimento: che il Veneto sia pronto...».
Che cosa intende?
Mi pare che qui ci sia una proposta di referendum per l'indipendenza, no? Da qui può nascere un nuovo futuro.
Ma il leader della Liga Veneta Tosi ha detto di recente che crede nel federalismo,
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