LA LOMBARDIA FACCIA DA SOLA E CHIUDA I RUBINETTI A ROMA

di GIANLUCA MARCHI

Roma, i governi di tutti i colori e in testa quel mostro dello stato italico da decenni succhiano il sangue dei lombardi e della Lombardia.  Adesso che la Regione che ha tenuto in piedi questo paese sbagliato sta soffrendo più di tutti gli altri la tragedia del coronavirus, lo stato tricolorito quasi la deride inviando, per il personale medico e sanitario, mascherine protettive fatte quasi di carta igienica. E la Protezione civile mette i bastoni fra le ruote nella realizzazione dell’ospedale di emergenza da 500 posti alla Fiera  non inviando i respiratori.

Fra poche ore i posti di terapia intensiva negli ospedali saranno esauriti e senza quel presidio di emergenza, lo stato/mostro sta decretando la morte certa di centinaia se non migliaia di lombardi.

Il governatore Attilio Fontana ha atteso fin troppo a rompere gli indugi e decidere finalmente di fregarsene dei bizantinismi omicidi di Roma e ha richiamato in servizio Bertolaso col compito di portare a funzionamento l’ospedale di emergenza per salvare i lombardi. FORZA GOVERNATORE conduca la LOMBARDIA a fare da sé.

I soldi si trovano, basta fermare anche solo una parte del flusso ciclopico di denari che i lombardi mandano ogni anno a Roma a fondo perduto, cioè senza avere in cambio nulla. Lo stato cosa farà? Manderà i blindati per riaprire il flusso nord-sud facendo crepare gli ammalati? Lo facciano e poi vedremo. E se i soldi mancano nell’immediato; faccia appello ai Lombardi che non si tireranno indietro, ma assumendo l’impegno che, passata la tempesta, la rapina fiscale ai danni della Lombardia deve finire o quantomeno dimezzata.

Per chi ignora l’entità di dissanguamento a fondo perduto si parla di 50 e rotti miliardi di euro all’anno. Fate un calcolo grossolano. Con 25 miliardi all’anno la Lombardia da sola potrebbe permettersi i 5300 posti di terapia intensiva che oggi esistono invece in tutto il paese.

La Lombardia, la cosiddetta locomotiva d’italia, è la bestia da soma costretta da decenni  a dissanguarsi sull’altare della patria e adesso non ha le risorse per curare la propria gente. In questa emergenza terribile il dissanguamento va arrestato e tutti i soldi necessari per non morire oggi di coronavirus e domani di crisi economica non possono e non devono più  prendere il volo. Vanno fermati dove vengono prodotti.

Dopo l’emergenza ci sarà  il tempo di fare i conti economici e politici dell’abominio perpetrato ai danni dei cittadini lombardi. Un nodo che per decenni si è  farro finta di non vedere e che questo virus ha portato on pochi giorni al pettine.

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