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La natura classista della costituzione italiana

Da leggere

di GUGLIELMO PIOMBINI In questo libro davvero meritevole di lettura, Costituzione, Stato e crisi. Eresie di libertà per un paese di sudditi,lo studioso padovano Federico Cartelli disseziona con cura la nostra carta costituzionale, rilevando tutti i suoi caratteri illiberali, statalisti, accentratori. Le sue critiche trovano piena conferma nell’inarrestabile processo di espansione dello Stato avvenuto dal dopoguerra a oggi sotto l’egida di una Costituzione che non ha mai frenatol’aumento della tassazione, della spesa pubblica, del debito pubblico, della burocrazia, dell’alluvione legislativa. A cosa dovrebbe servire, invece, una Costituzione? A proteggere coloro che sono senza potere da coloro che esercitano il potere pubblico. Storicamente i ceti operosidella società (il “Terzo Stato”) hanno visto nelle costituzioni uno strumento per difendersi dalla spogliazione dei frutti del proprio lavoro da parte delle classi politico-burocratiche parassitarie. Infatti, come te
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5 COMMENTS

  1. Ottimo testo. Si può scegliere se riflettere o piangere, alla fine sono lecite e doverose, direi, ambedue le cose. Solo l’indipendenza potrà portare cambiamenti radicali. Altrimenti, il destino è di diventare come l’URSS negli anni Ottanta del secolo passato. Buon 2018, a chi resisterà.

  2. La Costituzione più bella del mondo ci ha fatto cadere dalla “padella” fascista alla “brace” del consumismo globalizzato . E la hanno costruita talmente bene che non c’è modo di cambiarla con metodi democratici . Si sono parati il sedere con un muro davvero invalicabile .
    Oggi chi trova il coraggio di aprire una partita IVA non si rende conto delle difficoltà che incontrerà lungo la strada .
    Chi è ormai anziano pensa preoccupato all’avvenire di figli e nipoti . Se la vedranno davvero dura.
    Solo un miracolo o un evento altamente traumatico come una guerra forse riuscirebbero a ribaltare l’andazzo .
    Cordiali saluti ed auguri di Buone Feste a tutti.
    Aldo 47

  3. art.1. L’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro…
    di quelli che sgobbano da mattina a sera per mantenere quelli che pensano solo a come sfruttarli…..
    Una meraviglia!

  4. Dimenticavo di sottolineare la legge Bassanini (Legge 16 giugno 1998, n. 191) che ha di fatto NOMINATO i RE D’ITALIA per servirci meglio.
    Bella mossa anche questa per togliere al popolo la sua mano dal potere.
    Pero’ tutto sta nell’art. 1 della carta piu’ schifosa del mondo liberista ma piu’ bella del mondo KOMUNISTA..!
    Aggiungo poi che si deve tener conto anche del sistema che pare lontano, magari, dal potere istituzionale ma che, invece, e’ molto vicino e cioe’ quello mafioso.
    Del resto le mafie abbondano nello stato chiamato italia.
    Auguri… e: se tutto va bene siamo rovinati.

  5. Mi sono sempre chiesto come mai l’intellighenzia italiana non se ne sia mai accorta che la carta piu’ bella del mondo in effetti e’ la peggiore..?
    E’ di fatto una carta che va bene in ex URSS. Nei mondi KOMUNISTI.
    Poi, qua in italia, non e’ mai stata rispettata specie nei punti dove parerebbe dare diritti agli ignari schiavi di roma da sempre predona. (mai stata ladrona ma predona sin dalla nascita e purtroppo continua).
    Siamo alla DDR maniera, scrivevo.
    Anche quella repubblica li’ si chiamava democratica… con un bel muro… a sua difesa..?
    Si difendeva dai suoi stessi cittadini..?
    Qua e’ uguale e kompagna.
    Non serve, scrivevo, andare a votare perche’ si osservi in 150 anni cosa abbiamo cambiato col nostro voto, per noi schiavi di roma non cambia mai nulla.
    E anche in Spagna il voto non serve a nulla proprio perche’ se noi abbiamo l’una e indivisibile loro hanno l’art. 155.
    Se si sveglia un intellettuale alla volta o ogni tanto hai voglia di liberarti a presto dal nemico e tiranno stato: il T_REX.
    Tuttavia ben venga il libro che in qualche modo disincanta.
    E con queste mie brevissime e misere note saluto non prima di augurare buon Natale e buone feste a tutti i lettori e tutta la Redazione che ci permette un dialogo.
    Grazie per l’attenzione e cordiali saluti…

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