di MASSIMO VIDORI* Parrebbe un storiella pedagogica di Socrate, se non fosse drammaticamente svolta sulla pelle e sui portafogli della nostra gente. “C’era un padrone che aveva deciso di affidare ad un suo suddito il diritto di sfruttare tutte le acque di un vasto territorio per trarne energia. Di questa energia usufruivano tutti i sudditi pagandola salatamente, molto più di qualunque altro suddito dei regni confinanti. Certo la produzione di questa energia era fondamentale per quel regno, oltre a risultare a basso impatto ambientale per la globalità dei regni. In più i territori vicini usufruivano delle acque così attentamente raccolte per rinforzare la propria agricoltura durante i lunghi mesi della siccità estiva. E quel vasto territorio? Esso era defraudato dei suoi fiumi e costellato di dighe, condotte, canali e laghi artificiali, quest’ultimi quasi inutilizzabili per altri scopi. Ed i suoi abitanti? Essi pagavano l’energia come tutti gli altri e collateralmente si sorbivano l’olezzo estivo dei laghi in secca. Certo negli anni qualche altro pegno lo…















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