di GIANFRANCESCO RUGGERI
1) Avevo 16 anni quando è morto mio padre e mi sono trovato costretto a pagar le tasse di successione che allora colpivano tutti, ricchi e poveri. Non avevo ancora finito di piangere che mi sono trovato a pagare, eppure non ho ancora capito quale sia stato il guadagno, l’utile per cui sono stato chiamato a pagare le tasse. Fino ad allora avevo sempre creduto fosse giusto pagare le tasse, se guadagni è logico versare una quota alla collettività per il funzionamento dello stato, che restituisce a tutti dei servizi, ma se ti muore il padre, dove è il guadagno? Casa mia di fatto era già mia, persino la Lancia Dedra che è andata in successione, metà a me e metà a mia mamma, ho scelto le ruote anteriori, era già la mia macchina anche se non avevo ancora la patente. Cosa altro sono le tasse di successione, almeno quelle sulla linea nonno–padre–figlio, se non una tassa sul patrimonio di famiglia, ovvero una patrimoniale?
2) A 19 ann
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