LA SERRACCHIANI STIA ZITTA, LA GRANDE GUERRA FU FRATRICIDA

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serracchianidi ENRICO ANDRIAN

Debora Serracchiani: “E’ stato un onore e un orgoglio per noi ospitare, ieri, a Trieste il CalendEsercito 2015. Proprio queste terre hanno conosciuto fino in fondo la Grande Guerra. Dalle trincee del Carso ai fronti su in montagna queste terre sono state testimoni dolenti e martoriate dei lunghi anni del conflitto: qui centinaia di migliaia di uomini arrivarono da tutto il Paese. Molti sono ancora qui a chiedere rispetto e memoria per il loro sacrificio, e la pietà della nostra gente onora anche i luoghi che accolgono le spoglie di chi allora era il nemico. La nostra regione ha saputo però offrirsi come territorio di pace e di multiculturalità, di incontro e di accoglienza, che sono poi i valori che fanno la forza del nostro Esercito quando è impegnato nelle missioni di pace all’estero. Un passato di grande sofferenza diventa oggi modello per il Paese”.

Cara governatrice della colonia romana FRIVLI VENETIA IVLIA, il suo comunicato degno delle veline dell’Agenzia Stefani e dei cinegiornali LVCE, oscilla tra il ridicolo ed il patetico.

Quel conflitto, per le NOSTRE genti della NOSTRA terra, fu una GUERRA FRATRICIDA. Anzi, le dirò di più, i nostri nonni e bisnonni NON CAPIVANO che necessità ci fosse di indossare una divisa e sparare all’amico o al parente del villaggio vicino con il quale fino al giorno prima aveva chiacchierato in osteria o al mercato.

Per quale “sacrificio” chiede rispetto? Quello di andare all’estero a conquistare dei popoli che non vogliono essere conquistati?

L’unico sacrificio che noi vediamo esserci stato è quello, duplice, di migliaia di friulani obbligati sotto la minaccia dei carabinieri a morire contro le mitragliatrici di altri friulani che difendevano le loro case dall’aggressione a tradimento voluta dallo Stato italiano.

“Sacrificati” sull’altare dell’imperialismo rapace in nome di ideali ipocriti e criminali. Centinaia di migliaia di italiani qui vennero ad “immolarsi” in nome della “Patria” italiana?

Bene. Centinaia di migliaia di tedeschi si “immolarono” nello stesso identico modo sui campi di Russia in nome del Terzo Reich. Eppure nessuno chiede per loro quella stessa “beatificazione” che voi pretendete per i caduti con la divisa del Regio Esercito, innalzati a “martiri” di una religione blasfema che ha innalzato lo Stato al rango di Dio, un Dio che come gli antichi idoli pagani chiede il sangue degli innocenti in olocausto. Non sono trascorsi ancora 100 anni dalla vostra occupazione della NOSTRA terra ed ancora osate fare la voce grossa da conquistadores?

I morti italiani in questa guerra infame meriterebbero una eterna damnatio memoriae, esattamente come l’anatema perenne che ha colpito i caduti in divisa da Wehrmacht e da SS.

Eppure non possiamo esimerci dalla pietà verso i nostri fratelli friulani, costretti a morire combattendo contro altri friulani, per non finire ammazzati come cani dai loro commilitoni italiani, e postumamente dannati pubblicamente ed esecrati come vigliacchi disertori.

Quei friulani che scelsero di morire rifiutandosi di sparare contro altri friulani, quelli che si ribellarono a questa guerra assurda e vennero giustiziati per insubordinazione…loro si che furono eroi, i NOSTRI eroi.

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