di STEFANO VALDEGAMBERI*
Durante l'assemblea dei soci (di cui faccio parte), un anno fa, mi ricordo che il sindaco Tosi intervenne, non per un semplice indirizzo di saluto ma per invitare a votare un candidato alla presidenza (che era anche lo stesso da me sostenuto). Pensavo che la posizione del Primo cittadino fosse presa per il bene della città. Ma nelle retrovie qualcuno a lui vicino mi bisbigliò di un patto tra lui e la Presidenza attuale che prevedeva una serie di contropartite e favori personali: la nomina della sorella in un cda importante di una partecipata, l'inserimento nel cda di Cattolica dell'avvocato Maccagnani, dominus nella finananza veronese del Sindaco, etc.
Subito non badai alle voci. Pensavo che qualcuno volesse solo provocarmi. Mai avrei potuto immaginare un voto di scambio con favori in famiglia, alla sorella. Ma a distanza di un anno scopro che quanto mi venne allora riferito fu drammaticamente vero. Arrivare al voto di scambio per sostenere poltrone ip
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