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L’arresto di Durov, la società del controllo e i covidioti

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di PIERGIORGIO MOLINARI Mi sembra che si stia facendo troppo chiasso intorno all'arresto in Francia di Pavel Durov, il fondatore di Telegram, accusato di complicità in traffico di droga, pedofilia e terrorismo (nientemeno) perché non avrebbe fatto alcuno sforzo per limitare l'uso del messenger Telegram da parte dei gruppi criminali internazionali. In realtà, e la cosa viene ammessa ufficiosamente, la colpa di Durov è di aver pubblicamente rifiutato di fare da delatore per le agenzie di intellligence e di non aver accettato di censurare i contenuti che non piacciono ai governi e a chi li controlla. Ovviamente, chiunque non sia un cretino o un comunista (e ho ripetuto la stessa cosa due volte) capisce che questo è un nuovo passo verso la distruzione sistematica delle libertà fondamentali e verso la società del controllo. Sta calando una cappa di piombo totalitaria sul nostro mondo? Sì, è ovvio: a cosa è servita la prova generale del Covid, altrimenti? Però, dicevo,
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