di GERARDO COCO
Portogallo e Italia hanno inaugurato la crisi nel settore bancario. Nel dicembre scorso, il governo portoghese salvava con il fondo interbancario di garanzia, la banca Banif in crisi di liquidità. Poi, sempre a dicembre, formava il Novo Banco incamerando l’attivo dello Espirito Santo, altra banca fallita sebbene in precedenza salvata con i fondi pubblici. Tuttavia il Novo Banco si accorgeva che la maggior parte di questo attivo non era per nulla sano e se avesse tentato di venderlo sarebbe incorso in una perdita di €1.5 miliardi. Pertanto applicava la normativa sul bail-in ribaltando le perdite su azionisti e creditori e azzerando 2 miliardi di azioni e obbligazioni. Fortunatamente non venivano toccati i depositanti.
Intanto, nello stesso periodo, si svolgeva in Italia il dramma di un gruppo di banche in dissesto con in testa Monte Paschi e ora è allo studio una bad bank dove fare affluire i crediti incagliati o non performing loans. Mentre in Portogallo
Le banche italiane non sono solide, vediamo il perché. A bilancio hanno degli immobili, parecchi con la crisi in quanto le banche si sono impossessate di abitazioni ed uffici di chi non riusciva a pagare il mutuo. Il valore in bilancio è quello di acquisizione ma dovrebbero invece essere a valore di mercato, che è calato. E quale è il valore di mercato nel caso fossero messe tutte contemporaneamente in vendita, magari per l’annuncio di una patrimoniale?
A bilancio hanno i crediti incagliati, valutati al 40% ma in realtà dovrebbero essere valutati più bassi.
A bilancio hanno i titoli di Stato italiani, considerati sicuri e non carta straccia (ma la Ue intende cambiare questo).
Come vedete se i crediti e gli immobili fossero valutati correttamente molte banche dovrebbero essere immediatamente ricapitalizzate, cosa molto ardua di questi tempi.
E se lo Stato italiano facesse default per scendere sotto la soglia del 60% del rapporto debito/pil o semplicemente perché non riesce a pagare gli interessi, cosa accadrebbe alle banche italiane inzuppate di titoli di Stato italiani di cui si sono sbarazzate le banche tedesche e francesi?
Detto questo è evidente che oggigiorno conviene avere una somma minima su una banca italiana ed il resto depositato al di fuori della Ue, come in Svizzera, magari non in Euro.
Mi pare che le sofferenze siano destinate ad aumentare, visto che l’economia non gira e che una nuova recessione è alle porte.
Di conseguenza si è avviati verso una nuova crisi dei debiti sovrani.